Uno studente che ha frequentato un istituto tecnico piacentino firma il suo primo contratto di lavoro, un contratto “serio”, già dopo tre o quattro mesi dal diploma.

E a due anni dal titolo di studio conseguito, quasi l’86% della popolazione studentesca ha potuto lavorare per almeno sei mesi.

E’ il confortante responso di un’indagine della Fondazione Agnelli su otto istituti scolastici piacentini focalizzato sul rapporto maturità-approdo nel mondo del lavoro.

Di questo tema si è discusso nella puntata di mercoledì 30 novembre di Fuori Sacco, la trasmissione di approfondimento di Telelibertà condotta dal vicedirettore Michele Rancati.

A ragionarne in studio Mauro Monti, dirigente Isii Marconi; Gianni Montani, vice-dirigente istituto Mattei (Fiorenzuola); Teresa Andena, dirigente Raineri; Filippo Cella di Confindustria Piacenza e presidente della scuola edile; e Davide Bersani, studente istituto Mattei, ma anche lavoratore.

Tutti entusiasti dell’esito dell’inchiesta che mostra anche percentuali di coerenza importanti rispetto al percorso formativo scelto: in altre parole che il lavoro trovato, a parte nel settore dell’edilizia, rispecchia le competenze assunte durante gli anni di scuola.

Non solo: molti studenti piacentini trovano collocazione spesso vicino a casa, dagli 8 ai 13 chilometri di media di distanza dall’abitazione.

Nel corso della puntata è stata di fatto rinnovata quell’alleanza scuola-lavoro che sul territorio piacentino, dati alla mano, dimostra

di funzionare bene.

Questo anche per merito «delle nostre imprese che sanno investire sul territorio», ha sottolineato Monti.

Il boom delle iscrizioni a istituti tecnici, senza nulla togliere a tutti gli altri, conferma la bontà di un percorso formativo che sa dare frutti anche in tempi molti rapidi.

Ne è buon testimone lo studente lavoratore del Mattei di Fiorenzuola Bersani: «Fin da ragazzino avevo grande interesse per l’economia e ho iniziato a guardare alle prospettive scolastiche future, sia quelle che mi potevano offrire uno sbocco universitario, sia quelle con sbocco lavorativo».

Così oggi Davide si divide con successo tra lo studio e il lavoro tre volte alla settimana in ambito tecnico: «Penso sia importante riuscire a coniugare le due cose organizzandosi».

Chi da sempre presta attenzione ai talenti che escono dalle nostre scuole è Confindustria Piacenza che in collaborazione con alcune scuole ha dato vita a dei percorsi di formazione decisivi per il futuro dei ragazzi, sia nell’ambito delle scuole superiori, sia in quello delle scuole medie.

Il consiglio dato da tutti gli ospiti agli studenti è stato però unanime: «Ciascuno scelga il percorso di studi che più gli piace».

Marcello Pollastri

(Da Quotidiano Libertà giovedì 1 dicembre 2016)


Pubblicata il 12 dicembre 2016