La riscossa degli Istituti tecnici parte da qui. Da quegli studenti che hanno dato vita a un software per aziende, a stretto contatto con la realtà lavorativa della Mcm di via Celaschi a Vigolzone.

L'azienda, leader europea nel settore dell'automazione d'industria, è infatti una delle trenta del territorio piacentino che hanno "adottato" una classe, rispondendo sì all'appello lanciato quattro anni fa da Confindustria Piacenza perché si creasse un ponte tra scuola e imprese, sul modello tedesco: su quel ponte, nel giro di pochi anni, sono passati oltre cinquecento studenti, tra ISII Marconi, Romagnosi e Mattei di Fiorenzuola.

Venerdi 17 dicembre, tra gli operai, gli ingegneri e gli informatici della Mcm, c'erano anche i ragazzi della quinta I dell'Informatica del Marconi, pronti a presentare gli esiti del tirocinio fatto in quarta superiore: “Dobbiamo riuscire ad aggiornarci sempre - ha detto Massimiliano Bariola, uno dei docenti incaricati di seguire i ragazzi - Oggi viviamo evidentemente in un paradigma nuovo, dove i costi dell'informatica si sono abbassati notevolmente e in alcuni casi raggiungono il costo di una pizza margherita. Abbiamo dato vita a uno “Scrum team” ed eccoci qui, con il prodotto finito, sviluppato insieme, attraverso discussioni, lavoro in staff”.

La realizzazione flessibile di un piano produttivo in cui le missioni siano comunicate tramite “qr code” (cioè quei “codici a barre” che permettono di memorizzare informazioni leggibili da un telefono cellulare) e stata presentata dagli stessi ragazzi.

“Il comportamento del sistema non è fisso, ma reattivo ai cambiamenti, adattabile”, è stato precisato con orgoglio, di fronte al robottino che è in grado di velocizzare e semplificare il lavoro.

“Resterete nel mondo del lavoro per almeno cinquanta anni, ragazzi. Pensate a come cambierà il mondo, nei prossimi decenni», ha incalzato il direttore generale di Mcm, Giovannelli.

“Mai avrei pensato, ad esempio, quando ero giovane, di lavorare in un'azienda controllata da una società cinese. Forse, avrei preferito al tempo essere controllato dai marziani. Ma il mondo è cambiato. Ci vuole capacità evolutiva”.

Confindustria ha confermato il suo ruolo di “facilitatore” dell'incontro tra scuola e lavoro, diffondendo una buona pratica che ha anticipato la Legge sull'alternanza scuola-lavoro: “Senza una buona scuola le imprese non saranno mai competitive. Già partono con grandi handicap rispetto ai competitor internazionali”, ha sottolineato il vicedirettore degli Industriali, Attilla Jesini, presente all'incontro con il direttore Cesare Betti.

“Se si porta il lavoro "dentro" alla scuola, la scuola funziona meglio, perché impara a rinnovarsi, a stare al passo col mercato”, ha sottolineato il preside dell'ISII Marconi, Mauro Monti, annunciando il rilancio, per il prossimo anno, del corso di Logistica, poco apprezzato nelle iscrizioni, fino ad oggi, eppure così atteso dal mondo del lavoro, nel distretto piacentino e internazionale.

E cosa chiede il mercato del lavoro? “Tendo a guardare di più il diploma all'lSII Marconi che la laurea in Ingegneria informatica. Oggi bisogna essere capaci di scrivere software. Tirocini come questo ci aiutano a conoscere nuove forze”, ha rimarcato  Giuseppe Fogliazza di Mcm.

Prossimo obiettivo, per la classe quinta? Rendere il software adattabile a smartphone, telefonini e tablet.

I ragazzi, in vista della maturità, ci lavorano già.

Elisa Malacalza

(Da Quotidiano Libertà sabato 17 dicembre 2016)


Pubblicata il 17 dicembre 2016