Un paradosso. Nella culla della (non poco discussa) logistica l'indirizzo omologo all'ISII Marconi ha trovato zero consensi da parte delle famiglie dei futuri diplomandi piacentini.

Da quando l'indirizzo fu attivato - e cioè da otto anni a questa parte - la direzione scolastica non ha mai raggiunto un numero sufficiente di iscritti a formare una classe.

Ed il paradosso risulta esponenziale considerando che lì ha sede anche l'ITS della Logistica, l'Istituto superiore deputato a sfornare super esperti di logistica.

"Nella classifica dei tecnici a Piacenza - premette, sui numeri generali del MIUR, il preside dell'ISII Marconi-Leonardo Mauro Monti - prevale l'ex-ragioneria che oggi si chiama Amministrazione, Finanza e Marketing (11,6%) anche se l'aggregazione più robusta è rappresentata dagli ex ITI (13,6%) che oggi raccolgono una costellazione di indirizzi: meccanica e meccatronica (5,5%), informatica (4,1%), e-lettrotecnica ed elettronica (3%), chimica (1%). Colpisce che - fa presente Monti - pur essendo Piacenza un nevralgico polo logistico regionale, manchino totalmente iscritti all'indirizzo di logistica che, ad esempio a Foriì-Cesena, supera il 3% degli iscritti totali con quasi 600 studenti frequentanti"

"Nei professionali - prosegue il dirigente scolastico - Piacenza è in posizione avanzata solo per gli alberghieri (7,3 %) tanto da essere prima in Emilia con dati più alti solo in Romagna. Colpisce invece negativamente la contraddizione tra una vocazione manifatturiera del nostro territorio e la percentuale bassa di studenti nei professionali industria e art-gianato. Solo un modesto 2,9% degli studenti piacentini si prepara ad operare nelle nostre aziende meccaniche, meccatroniche o elettroniche. Percentualmente sono circa un quarto di quelli modenesi (11,2%) e un terzo di quelli reggiani (8,2%)".

Sull'estrema tendenza delle famiglie piacentine a far cadere la scelta dopo le medie sui licei: "Più allineata al dato regionale rispetto al liceo - considera Monti - è la percentuale di studenti piacentini che frequenta un istituto tecnico: 32,8 % contro un 34,6% regionale e una distribuzione abbastanza omogenea tra le province. Nei professionali, invece, riemergono forti differenze sul base regionale: Piacenza registra un modesto 20% mentre Ravenna supera il 25% e Reggio Emilia arriva a un significativo 31,1 %. In sintesi - conclude il preside - Piacenza, nonostante dati molto lusinghieri sugli sbocchi occupazionali post diploma nelle scuole tecniche e professionali, conferma la sua relativa allergia a questi percorsi di studi, preferendo il brand liceale ritenuto da tanti più "prestigioso" e gratificante". 

Simona Segalini

(Da Quotidiano Libertà mercoledì 31 dicembre 2016) 


Pubblicata il 31 dicembre 2016