"La scuola piacentina? Ha bisogno di aprirsi  sempre di più a livello internazionale". Mauro Monti, dirigente del polo superiore ISII Marconi di Piacenza, frequentato da circa 1.500 studenti di tutta la provincia, non ha dubbi nell'indicare come obiettivo prossimo per la scuola piacentina quello di proiettarsi al di fuori dei propri confini territoriali.

"Credo che sia la scuola che rappresento, ma più in generale tutte le scuole piacentine, debbano aprirsi sempre più verso gli scenari internazionali e verso le opportunità che questi offrono", dice Monti che dal mese di settembre di quest'anno è diventato dirigente "a tempo pieno" dell'ISII Marconi, dopo aver retto per nove anni il polo superiore Mattei di Fiorenzuola (per un anno è stato dirigente a scavalco di entrambi).

"Per quel che riguarda la mia esperienza personale, nella scuola che attualmente dirigo stiamo cercando di instaurare partnership internazionali, puntando magari sull'alternanza scuola lavoro. Si tratta di progetti non semplici - prosegue il dirigente scolastico - che richiedono impegno, risorse e una serie di contatti non facili da instaurare".

Quello che si sta chiudendo, il 2016, è stato a detta di Monti un anno parecchio impegnativo per tutta la scuola in generale, in virtù delle novità introdotte dal decreto sulla Buona Scuola.

"Siamo stati parecchio sulla cresta dell'onda - dice Monti - sono partite tante cose contemporaneamente, sia positive che negative, e questo ha rischiato di intasare per così dire le linee. La sola partita dei centomila nuovi assunti ha dato parecchio lavoro. Sono arrivati nuovi docenti, molti dei quali provenienti da altre regioni, mentre altri che da anni attendevano sono finalmente entrati in ruolo. Ci sono state anche altre novità, quali un piccolo accenno alla valutazione del merito dei docenti e la chiamata diretta che ha consentito a noi presidi di fare scelte più autonome".

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Questi pochi aspetti già descrivono, a detta del preside dell'ISII Marconi, un cambio importante nello scenario complessivo della scuola.

"Si tratta di processi la cui buona riuscita dipende in larga misura da chi li accompagna", prosegue Monti, il quale nel complesso parla di  "un giudizio positivo nel merito delle novità che sono state introdotte" senza negare al tempo stesso "problemi di carattere gestionale e organizzativo".

L'anno che si sta per chiudere per Mauro Monti ha segnato inoltre un cambio importante. "Dopo nove anni come preside al Mattei - dice - ho chiuso una stagione bella e impegnativa per aprirne, da settembre di quest'anno, un'altra qui in una realtà completamente differente. In questo mio nuovo ruolo ho trovato un polo scolastico di dimensioni importanti, con una complessità di indirizzi differenti. Sto constatando che questo tipo di scuola consente di coltivare il proprio profilo personale, forse in maniera più marcato che non un tipo di scuola più generalista".

"Il profilo umano di chi frequenta un istituto tecnico - dice ancora Monti - è quello di una persona concreta e motivata. E' un tipo di scuola naturalmente legata alla realtà lavorativa del contesto territoriale in cui si colloca. I docenti provengono spesso da precedenti esperienze lavorative che poi, per varie ragioni, hanno deciso di dedicarsi all'insegnamento oppure continuano a esercitare in contemporanea con l'insegnamento la libera professione. Per questo hanno una maggiore flessibilità, sensibilità e propensione verso il mondo del lavoro.

Per il 2017 Monti auspica di "sviluppare e approfondire i percorsi già avviati, tra cui quello dell'alternanza scuola lavoro che consente ai ragazzi di utilizzare il posto di lavoro come luogo in cui si impara".

"Inoltre - ribadisce Monti - occorre che la nostra, come credo tutte le scuole piacentine, si aprano sempre più a livello internazionale".

Mariangela Milani

(Da Quotidiano Libertà mercoledì 31 dicembre 2016) 


Pubblicata il 31 dicembre 2016