MONTI: "SFIDA CULTURALE" NELLA STORICA SEDE I BIENNI DI RESPIGHI E COLOMBINI

Ciao ciao vecchio Leonardo. Da venerdì, con l’inizio ufficiale dell’anno scolastico (anche se alcune classi prime hanno già preso il via ieri), si avrà un nuovo inizio per la scuola professionale Leonardo da Vinci.

Abbandonerà la storica sede che occupava dagli anni Cinquanta in via Nasolini e si unirà all’ISII Marconi di via IV Novembre-via Negri. Il palazzo disegnato in facciata dall’architetto Pietro Berzolla  viene assegnato al liceo scientifico Respighi che troverà così una sede ufficiale e prestigiosa per il biennio, sia pure in coabitazione parziale con il liceo Colombini.

L’aspetto probabilmente più significativo di questa mini rivoluzione è il rilancio dell’istituto professionale. Il preside Mauro Monti (capo d’istituto di ISII Marconi e Ipsia Leonardo da Vinci), assieme al suo staff, sogna una rivoluzione culturale, che riporti il professionale ai fasti lontani e all’autorevolezza della storica Coppellotti.

"Noi abbiamo l’esigenza non tanto di spazi - osserva Monti -, perchè il professionale negli ultimi anni ha calato la sua utenza, in modo secondo me anche sciagurato. Il problema è proprio quello di portare il professionale all’onor del mondo, ovvero dare un’idea di un professionale molto più integrata all’interno di un percorso tecnico". Come erano una volta la storica scuola Coppellotti assieme al nascituro ITIS Marconi.

ipsia

L’Ipsia Leonardo da Vinci non sarà confinato in un ghetto, ovvero non sarà localizzato solo nella palazzina all’interno del complesso del tecnico industriale (con ingresso da via Negri) dove si trovava il distaccamento del liceo scientifico Respighi (14 classi e due laboratori) ora lasciato libero. Le classi saranno spalmate nell’intera struttura di via IV Novembre mantenendo solo la divisione biennio e triennio.

"Pur avendo caratteristiche diverse gestiremo i due istituti unitariamente"  illustra la sua strategia il preside Monti. "Da quest’anno anche gli organici dei docenti sono unificati - osserva -. Mentre prima c’erano i docenti dell’IPSIA Leonardo da Vinci e quelli dell’ISII Guglielmo Marconi, da quest’anno le titolarità sono per istituto. Un docente di fisica che insegna all’ISII fa anche ad esempio un paio di classi all’IPSIA con una possibilità di scambio di competenze professionali molto più integrato. Questo cambiamento fisico di istituto ci aiuta in questa direzione per rilanciare il professionale".

Professionale che da tempo "è vittima di un’idea sbagliata, di un pregiudizio culturale: quello per cui in generale nel nostro Paese si pensa che le professioni più operative, legate alla manualità, siano inferiori rispetto alle professioni intellettuali. Dimenticando che nella realtà lavorativa di oggi intellettuale e manuale sono sempre più integrati. Non esiste più il tecnico puro ma bisogna in qualche modo sapersi destreggiare su diversi fronti".

Insomma il professionale non deve essere considerata come la scuola degli stranieri (all’IPSIA sono il 70%) o di coloro che non riescono in altri istituti o alle medie inferiori.

"In realtà, come ci dicono Confindustria e Confapi - sottolinea Monti - oggi c’è un grande bisogno di tecnici ed operai specializzati. Invece si fanno delle scelte in orientamento sul tipo di studi che lasciano scoperti settori con sbocchi occupazionali e viceversa ne intasano altri, con la conseguenza o di rimanere disoccupati o di dover andare all’estero".

E’ una sfida culturale "ed io sono molto contento che una parte dei miei insegnanti l’abbia accettata ed abbia capito che il professionale per noi non è un problema ma una risorsa. Ci accorgiamo che alcuni ragazzi in ingresso hanno attitudini più pratiche che teoriche e si troverebbero meglio al professionale. Facciamo fatica a convincerli perché ci sono questi pregiudizi. Il fatto di unificare le due scuole e il corpo docente va proprio nella direzione di contrastare un’idea errata".

In via Nasolini, nell’ex Leonardo da Vinci, approderà l’intero biennio del liceo Respighi (tranne la sezione sportiva) per un totale di 19 classi e 500 studenti. «Avevamo bisogno di ulteriore spazio - fa sapere la preside Simona Favari - avendo avviato un impianto di tipo laboratoriale con percorsi a classi aperte. Nella vecchia succursale dell’ISII stavano solo le prime e in sede eravamo tutti molto compressi. La Provincia ha compreso la nostra esigenza e ha dato il via libera anche con l’accordo del preside Monti".

Sarà una presenza condivisa con il liceo Colombini che occuperà l’ultimo piano della struttura (il terzo).

Federico Frighi

Dal quotidiano Libertà 12-09-2017


Pubblicata il 12 settembre 2017