"C'è un disperso, ferito nel parco", i ragazzi dell'ISII Marconi si esercitano nei soccorsi

Inedita lezione all'aria aperta, con Gps e cartine topografiche, grazie al supporto dei volontari della Protezione Civile

"Verso le dieci del mattino circa, si è sparsa la notizia che un cittadino si è perso all'interno del Parco della Galleana. Non essendo più in grado di uscire, anche a causa di una ferita che gli impedisce di muoversi, sono stati gli intrepidi studenti dell'ISII "Marconi" di Piacenza a portarlo in salvo. Armati di Gps e di cartine topografiche hanno innanzitutto trovato il malcapitato, e in seguito, grazie al prezioso supporto dei volontari della Protezione Civile locale, lo hanno portato fuori dalParco per prestargli soccorso medico".

Questa potrebbe essere la ricostruzione di una notizia di cronaca a lieto fine, e invece è il riassunto di ciò che è effettivamente avvenuto ieri mattina al Parco della Galleana, ma che più semplicemente è stata la simulazione di ricerca di una persona dispersa portata a termine dagli studenti del "Marconi" con il supporto della Protezione Civile.

Si tratta dell'attività pratica arrivata al termine diun corso che i giovani hanno fatto nei giorni scorsi per imparare che cosa vuoi dire essere parte del corpo di Protezione Civile.

La "ricerca" effettuata ha dato i frutti sperati, come ha spiegato Alessandro Dentoni, volontario del coordinamento di Protezione Civile di Piacenza: "Insieme al coordinamento e alla scuola abbiamo organizzato questo corso, al quale hanno preso parte una trentina di ragazzi dell'istituto, grazie al quale hanno avuto la possibilità di sperimentare per una settimana intera il ruolo di un volontario di Protezione Civile. Dopo cinque giorni di addestramento abbiamo voluto far provare ai giovani la simulazione di ricerca di persona dispersa. Con questa attività hanno dovuto proprio trovare un nostro volontario che per l'occasione ha vestito di panni del disperso. Divisi in cinque squadre di ricerca, insieme ai nostri volontari, hanno concluso l'operazione in maniera egregia e senza nessun tipo di problema dimostrando di aver appreso in pieno quello che è stato insegnato loro in precedenza e direttamente sul campo".

Che cosa serve dunque per essere in grado di fare quello che hanno fatto gli studenti? "Principalmente bisogna avere nozioni di cartografia ed essere in grado di orientarsi attraverso l'utilizzo di Gps e di cartine su ogni tipo di terreno. Per l'occasione abbiamo scelto il Parco della Galleana perché qui si riesce a simulare ogni genere di ambiente, dall'aspetto collinare e montano a quello più pianeggiante, e inoltre hanno imparato a utilizzare tutti gli strumenti che sono in dotazione alla Protezione Civile, tra cui appunto il Gps, le cartine e le radio".

Questa era una simulazione, ma il rischio che avvenga veramente è sempre dietro l'angolo: "Le persone disperse sono sempre un'eventualità alla quale noi della Protezione Civile dobbiamo saper rispondere in maniera adeguata. In media noi lavoriamo sui tre giorni, sulle 72 ore complessive per portare a termine questo tipo di emergenze, e ogni giorno in media prestano servizio dai 30 ai 40 volontari, se non di più, insieme a una squadra di Vigili del Fuoco ed eventualmente anche di Croce Rossa o della Pubblica Assistenza nel caso ci siano complicazioni dal punto di vista sanitario"

Gabriele Faravelli

Da quotidiano Libertà - Sabato 10 febbraio 2018

 protezione civile

Guarda il video di Telelibertà relativo a questa attività:


Pubblicata il 10 febbraio 2018