Logistica integrata

Un settore dove c'è anche grande qualità e su cui punta l'industria 4.0

Alzaie il livello della qualità nel mondo della logistica. E' questo l'obiettivo con cui da quest'an­no, all'Istituto tecnico ISII Marco­ni, sono partite le prime due clas­si chiamate a "sfornare" periti della logistica: 50 ragazzi in tut­to che compiono esperienze e ti­rocini nelle realtà aziendali e an­che all'estero.

"Il bilancio inizia­le è davvero positivo", commen­ta Cristina Dodici, la presidente di Its, la fondazione nata nel 2010 con il contributo di enti pubbli­ci e aziende private: il Comune di Piacenza, quello di Monticelli, la scuola ISII Marconi più imprese che operano direttamente sul campo come Ikea e Piacentina srl.

"Osserviamo come vi sia una percentuale di sbocco nel mondo del lavoro per il 95-98% di chi frequenta i corsi di studio - rivela Dodici - è un post diplo­ma di qualità appoggiato anche dal Miur (ministero dell'istruzio­ne, dell'università e della ricer­ca) che alza sempre di più l'asti­cella e Piacenza vanta un corso di ottimo livello".

Del resto, pro­prio quello della logistica è uno dei settori su cui punta industria 4.0, il piano nazionale voluto dal ministero dello sviluppo econo­mico. In altre parole, il compar­to non è solo rappresentato da logistica di bassa qualità, con manodopera poco qualificata, ma può essere caratterizzato anche da estrema qualità.

dodiciCristina Dodici presidente di Piacentina srl e di Its

"Occor­re far capire alla gente che la lo­gistica non è solo quel mondo, ma c'è ben altro". E un esempio di buona logistica, seppur lonta­no dalle dinamiche che si stan­no osservando ai poli di Le Mose e di Castelsangiovanni, è rap­presentato proprio dalla Piacen­tina srl di cui Dodici è presiden­te, impresa attiva dal 2003 con sede all'ex De Rica di San Polo che si estende su una superfìcie di 600mila metri quadrati, di cui 35mila coperti.

Qui parliamo di logistica integrata, quella auspi­cata da molte associazioni di ca­tegoria: lì nello stabilimento ar­riva il prodotto già lavorato che viene confezionato in scatola ed etichettato, la parte finale della filiera dell'agroalimentare in­somma (pomodoro su tutti).

Serve clienti importanti come Conserve Italia, ma anche Steriltom e Consorzio casalasco e all'anno vengono confezionati qualcosa come 200 milioni di pezzi. Ci lavora una sessantina di persone, di cui 40 assunti direttamente dalla Piacentina e le altre 20 con contratti interinali che operano per conto di una cooperativa.

"E' vero che siamo un'azienda piccola e che il feno­meno è decisamente più gover­nabile rispetto a molte realtà dei poli della logistica più avanzati e vasti, ma noi prestiamo una grande attenzione ai lavoratori: a loro applichiamo il contratto nazionale collettivo della logisti­ca firmato anche da Confindustria, lo stesso facciamo anche per gli interinali. Non ci sono di­sparità".

Tra gli addetti c'è anche una quota di stranieri, "ma sono perfettamente integrati. Anzi, al­cuni di loro rivestono anche ruo­li di responsabilità come capi re­parto. Per fortuna noi non abbia­mo mai avuto questioni gravi co­me altrove".

 Marcello Pollastri

Dal quotidiano Libertà 8 aprile 2018


Pubblicata il 08 aprile 2018