Per una logistica di qualità

Logistica di qualità per un comparto da mille aziende e 8mila addetti

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Un piano di tutela della salute e della sicurezza nel settore
con regole condivise per tutto il territorio e 650 interventi

Per un qualsiasi cittadino la logistica equivale a ordinare in rete un qualunque oggetto alla mattina e vederselo recapitare alla sera. Ma dietro il comparto a Piacenza stanno oltre 1000 aziende e 8000 addetti. Parlare di una “logistica di qualità” è dunque una necessità e la conferma si è avuta grazie al convegno promosso da Regione e Ausl di Piacenza che si è svolto giovedì 31 maggio all’ISII Marconi.

La base è rappresentata dal piano di tutela della salute e della sicurezza nel settore della logistica voluto dalla Regione che sarà coordinato da Giovanni Lombardi, attuale dirigente dell’unità operativa Prevenzione e sicurezza ambiente e lavoro dell’Ausl cittadina: “È un piano che prevede delle regole applicate in tutto il territorio e una conoscenza a 360 gradi degli insediamenti produttivi – ha spiegato Lombardi – 650 sono gli interventi calendarizzati fino al 2020”. 

La mattina, coordinata dal direttore di Telelibertà e Liberta.it Nicoletta Bracchi e aperta dai saluti del prefetto Maurizio Falco, del vicesindaco Elena Baio, del preside del Marconi Mauro Monti, dell’assessore regionale Raffaele Donini e di Marco Delledonne dell’Ausl, ha visto confrontarsi nella prima parte Alessandro Millo dell’Ispettorato del lavoro, Santo Lazzaro dell’Inail, Francesco Milza di Confcooperative, Roberto Daverio di Confindustria e Giorgio Graziani di Cisl Emilia Romagna.

“La nostra funzione è di tutelare i lavoratori e le aziende di qualità che hanno bisogno di essere difese – ha spiegato Millo – servono i controlli, ma serve anche l’impegno del committente: nel mercato si è diffusa la convinzione che si possa subappaltare il lavoro a un prezzo sempre più basso, ma è contro il buonsenso”.

“Quando si parla di minor prezzo ci si dovrebbe ricordare che dietro la logistica c’è gente che lavora – ha fatto notare Daverio – troppe volte ci sono delle situazioni difformi: per questo si auspica una piattaforma comune di valutazione”.

Concorde anche il presidente regionale di Confcooperative Milza che ha aggiunto: “Chiediamo che ci sia una omogeneità di comportamento sul territorio e che le regole vengano applicate per tutti. In Regione Piacenza è quella che ha fatto più passi in avanti a partire dal protocollo sulla logistica, anche se poi il polo cittadino deve scontare un problema infrastrutturale”.

“Non è infrequente che le aziende invitino i lavoratori a denunciare come malattia quello che è infortunio sul lavoro: è a partire dall’infortunio infatti che spesso procediamo con un accertamento ispettivo” ha spiegato Lazzaro, mentre Graziani ha evidenziato come “il settore ha molte sfaccettature non così trasparenti: dentro la logistica si annida di tutto e se è vero che dobbiamo prevenire lo è altrettanto il fatto che si debba controllare”.

Betty Paraboschi

Dal quotidiano Libertà - venerdì 1 giugno 2018

A seguire alcune foto del convegno realizzate dal Prof. Luigi Galeazzi

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Un consorzio logistico che agisca come una sorta
di amministratore del polo

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Le esperienze di alcune importanti aziende del settore impegnate nel Piacentino

C’è chi può contare su capannoni di proprietà e chi invece li ha in affitto. Chi lavora a Piacenza e chi a Castelsangiovanni. Ma tutti invocano un Consorzio unico di logistica che possa garantire una maggiore collaborazione coi committenti.

I rappresentanti di tre aziende della logistica piacentina si sono espressi così nella seconda parte del convegno “Per una logistica di qualità”: Andrea Colzani di Ikea Italia, Gianluca Zoia di Xpo Logistics e Marco Supin di Geodis hanno raccontato le loro esperienze, ma anche espresso dubbi e speranze per la logistica del futuro.

“I valori di Ikea si esprimono attraverso alcune parole chiave – ha spiegato Colzani – la prima è legalità: nel 2015 abbiamo firmato un protocollo con i sindacati sulla legalità all’interno del lavoro, ora bisogna fare un primo bilancio. La seconda è sicurezza che si concretizza ad esempio migliorando l’accessibilità delle piste ciclabili che accedono al polo. Poi ci sono la questione delle politiche di welfare, dei rapporti fra committenti ed enti, del microclima degli ambienti di lavoro e delle procedure di mancato infortunio. C’è il tema della sostenibilità e quello della formazione, fondamentale per gestire situazioni in cui lavori con persone di culture diverse. L’auspicio oggi è di una maggiore collaborazione coi committenti e di un unico consorzio logistico che agisca come una sorta di amministratore di condominio all’interno del polo”.

Concorde anche Zoia, la cui azienda occupa dei siti in affitto: “Un unico consorzio sarebbe sicuramente più gestibile – ha spiegato – così come sarebbe importante poter contare su una maggiore condivisione delle soluzioni tecniche adottate. Da parte nostra abbiamo installato degli impianti di riscaldamento localizzati, puntiamo costantemente alla formazione dei lavoratori che non è facile a causa dell’etnia e della lingua. È difficile formare le cooperative e il mercato non riconosce questo sforzo”.

“Un collegamento maggiore fra committenti è auspicabile anche se già esiste – ha fatto notare Supin – così come esiste con l’Ausl di Piacenza che è un esempio di “best practices”: l’Emilia Romagna è l’unica regione in cui mi trovo coinvolto nell’organizzazione di iniziative utili promosse da Ausl e non solo nelle sanzioni e nella caccia dell’eventuale inadempienza”.

Betty Paraboschi

Dal quotidiano Libertà - venerdì 1 giugno 2018

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Il servizio di Telelibertà dedicato al convegno


Pubblicata il 01 giugno 2018