I problemi della ripartenza

In vista della ripartenza delle lezioni in presenza sarà necessario garantire, anche durante i mesi invernali, una costante aerazione delle aule. A seguire l'articolo del quotidiano Libertà ed il servizio di Telelibertà dedicati a questo argomento.

Riapertura scuole e Covid "Serviranno aule più calde"

I presidi alla Provincia: "Sono necessari due o tre gradi in più vista la necessità di arieggiare i locali". Il nodo trasporti

Il principio anti-Covid è comprensibile: "Una costante areazione delle aule per limitare il rischio di contagio". Le temperature invernali, però, rappresentano un ostacolo: "Con questo freddo, come si fa a cambiare aria ogni ora?". Così il preside dell’istituto piacentino “ISII Marconi” Mauro Monti, in vista del probabile ritorno in classe degli studenti il 7 gennaio, chiede alla Provincia di intervenire sul riscaldamento.

"I nostri locali - spiega il dirigente scolastico - riapriranno le porte a circa 800 allievi in presenza, con la necessità di arieggiare le stanze alla fine di ciascuna lezione. Ma la temperatura esterna è gelida, e quindi anche le condizioni ambientali all’interno rischiano di non essere confortevoli. L’istituzione provinciale, perciò, provveda ad aumentare di almeno due o tre gradi il livello minimo dei termosifoni, oggi pari a 19 gradi".

Il problema del riscaldamento è avvertito anche al liceo “Colombini” di via Beverora: "In questi giorni - conferma la dirigente Maria Luisa Giaccone - i locali sono freddi, il personale amministrativo ha riscaldato gli uffici con le stufette elettriche. Ma dal 7 gennaio, con il rientro in classe degli studenti, come faremo? Vista la necessità di arieggiare le aule per le normative anti-Covid, la Provincia dovrebbe aumentare il riscaldamento minimo di almeno due o tre gradi, altrimenti saremo nei guai".

Al “Colombini” si prevede il ritorno in presenza di circa 760 giovani, "mantenendo uniti i gruppi classe - specifica Giaccone - senza quindi dividerli a metà tra lezioni dal vivo e online. La segreteria ha già prestabilito un calendario dettagliato per il rientro. Adesso le istituzioni ci diano l’ok per la ripresa". 

Il nodo trasporti, poi, resta quello più urgente. Tempi Agenzia, la società per la pianificazione del trasporto pubblico a Piacenza e provincia, ha già annunciato la realizzazione di una fermata aggiuntiva e di una nuova organizzazione oraria al Cheope, con l’obiettivo di diluire le uscite ed evitare assembramenti in quest’area su cui insistono diverse scuole (come il “Marconi”, il “Casali”, le due succursali del liceo “Colombini”, il “Tramello” e non solo).

"L’auspicio - commenta la preside del “Respighi” Simona Favari - è che ci siano anche i controlli all’esterno delle scuole, vicino alle fermate degli autobus, per limitare gli assembramenti, soprattutto nei primi giorni di ripartenza ». In tal senso, per scaglionare il passaggio dei ragazzi al Cheope, il liceo scientifico anticiperà di cinque minuti la campanella d’uscita.

Tutto pronto, invece, al liceo “Gioia” di viale Risorgimento: "Noi ci siamo, l’istituto è organizzato per riaprire le porte alla metà degli allievi in presenza, circa 800 - afferma il dirigente Mario Magnelli - l’ultimo enigma da risolvere è il via libera definitivo della Regione". Nei giorni scorsi, la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina ha dichiarato a chiare lettere che "il 7 gennaio la scuola ripartirà con la didattica a distanza al 50 percento". La parola finale, però, spetta alle Regioni.

Thomas Trenchi

Dal quotidiano Libertà - Martedì 5 gennaio 2021