Intervista ad Andrina

Nel seguito è riportata l'intervista rilasciata al quotidiano Libertà da Gianluca Andrina, direttore commerciale di BFT Burzoni e presidente di ISIIGroup.

E’ il mio “ITI” sempre nel cuore una scuola di vita

A CAPO DEL GRUPPO CHE SUPPORTA L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO. "SODDISFATTO PER LE NUOVE ISCRIZIONI"

Il rigore l’ha imparato lì . Gian Luca Andrina, presidente di ISIIGroup e direttore commerciale di Bft Burzoni (ma anche vicepresidente provinciale di Federciclismo e presidente della società VO2 Team Pink), lo chiama ancora “ITI”. Il diploma lo ha conseguito nel 1986, ma il legame con l’istituto tecnico non si è mai interrotto, dato che da anni insieme al gruppo di ex allievi dell’ISII Marconi radunati sotto l’egida di ISIIGroup si occupa di organizzare iniziative di orientamento e approfondimento per i futuri studenti della scuola e anche per quelli in corso.

Il suo legame con l’ISII Marconi è ormai ultradecennale e rinsaldato anche dall’attività di ISIIGroup: cosa rappresenta per lei questa scuola?

"Per me è la Scuola. Quella che mi ha insegnato il rigore, anche se di mio già ce l’avevo. Io la chiamo ancora ITI, anche se lo so che si chiama ISII: ma per me resta sempre l’ITI".

Come mai aveva scelto di frequentare proprio quella scuola?

"Ero uscito dalle medie con sufficiente e il consiglio che mi era stato dato era di frequentare un istituto professionale: ma io mi sono impuntato per iscrivermi all’ITI. Il primo anno sono stato bocciato, ho ricominciato da capo impegnandomi a fondo: non sono mai più stato rimandato e mi sono diplomato come perito meccanico nel 1986".

Come era la scuola quando la frequentava lei?

"Era molto selettiva, come lo è adesso. Facevamo trentotto ore alla settimana, fioccavano note e quattro: avevo degli insegnanti severi che però formavano davvero. Sinceramente posso dire che ho trovato una scuola dura, ma ancora adesso ne vado fiero e la ricordo con soddisfazione".

Dopo essersi diplomato ha iniziato a lavorare: quando è approdato in Burzoni?

"Me lo ricordo benissimo, era il primo marzo del 1991: ma prima ero stato in Mcs per due anni. Quell’esperienza mi ha insegnato cosa voglia dire lavorare duramente: in quegli anni il lavoro era tanto, a me piaceva. Parallelamente portavo avanti l’attività come educatore alla parrocchia di San Corrado: ho continuato fino a ventotto anni, poi sono entrato in consiglio pastorale".

Ormai quindi sono trent’anni nella stessa azienda: non le è mai venuto il desiderio di cambiare?

"Sinceramente posso dire di no. Le multinazionali fanno crescere, ma io non ho mai ceduto alle loro lusinghe. In Burzoni ho trovato un’azienda che ha saputo crescere e arrivare ai vertici nazionali di settore, una famiglia che è stata capace di creare un grande senso di appartenenza all’impresa e penso che questo sia merce ora soprattutto ora. Non sarò mai grato abbastanza ad Alberto Burzoni e alla figlia Arianna per la fiducia e l’opportunità che mi hanno dato trent’anni fa".

Tornando invece all’ISII, anche l’associazione degli ex studenti è una delle realtà a cui è più legato.

"ISIIGroup è molto importante come supporto all’alternanza scuola/lavoro. E’ una soddisfazione poter vedere che anche quest’anno i nuovi iscritti sono cresciuti: circa 400 sono, con grande soddisfazione mia, del vicepresidente Lorenzo Labò e del professor Maurizio Pavesi, che è il nostro faro illuminante, oltre che del preside Mauro Monti".

_Betty Paraboschi

Dal quotidiano Libertà - mercoledì 31 marzo 2021