Sondaggio Consulta degli Studenti

Più soli, tristi e arrabbiati l’urlo di dodicimila studenti "Salvateci dalla Dad"

Il primo sondaggio della Consulta studentesca di Piacenza dà voce ai ragazzi "Stremati dall’assenza di contatti umani"

Soli, arrabbiati, sfiduciati. E senza una bussola. Un anno di Dad - ad eccezione di modeste parentesi in autunno in presenza - ha messo in ginocchio i dodicimila studenti piacentini delle scuole superiori, che oggi si apprestano a tornare davanti ai personal computer di casa per la ripresa delle lezioni. Lo rivela un sondaggio compiuto dalla Consulta provinciale degli studenti di Piacenza con la distribuzione e l’analisi di 2.486 questionari.

Stella polare del sondaggio, la Dad, la didattica a distanza, che se un anno fa salvò la scuola, 12 mesi dopo ha aperto una falla di disagio che soltanto in pochi sono disposti a sopportare ancora a lungo. Convinti, in tanti, quasi la metà, che possa essere una valida alternativa alla didattica tradizionale. Ma ancora più numerosi coloro che hanno detto di trovarsi in forte difficoltà davanti ad uno schermo.

La partecipazione

Dallo studio emerge che il 99,2% degli studenti segue le lezioni a distanza. La metodologia di insegnamento più diffusa è la lezione diretta (98,7%). Seguono, le lezioni asincrone (14%), i lavori di gruppo (4,5%) e i compiti individuali (3,6%).

Valutazioni in Dad

I metodi di valutazione sono principalmente interrogazioni e verifiche online. Nel complesso, gli studenti hanno avuto la sensazione di un peggioramento della quantità di valutazione, senza tuttavia metterne in discussione l’attendibilità. Secondo il report, “ragazzi e ragazze sono stremati dalla chiusura, dall’assenza di contatti umani e di vita sociale”.

Molti esprimono la loro paura riguardo a una dilatazione temporale della situazione. Emerge una valutazione positiva sull’ambiente in cui i giovani si sono trovati a studiare con la Dad in termini di miglioramento dell’apprendimento. Ma viene fuori prepotente anche un forte disagio dovuto al distanziamento sociale e all’isolamento. Rispetto alla Dad di prima generazione si sono avvertiti miglioramenti organizzativi.

La componente studentesca si è divisa tra chi ritiene la Dad una valida alternativa alla didattica “tradizionale” e chi invece non ritiene che la possa sostituire completamente, ma piuttosto integrarla. Una domanda a cui gli intervistati sono stati sottoposti era se la Dad è una valida alternativa alla didattica tradizionale e il 44,4% (1.123 studenti) hanno risposto di sì.

Una valida alternativa?

Due studenti su 5 hanno sviluppato competenze che attribuiscono alla Dad. Gli studenti si sono divisi tra chi ritiene la Dad una valida alternativa alla tradizionale e quanti negano tale possibilità. D’accordo tuttavia, entrambi i gruppi, che la didattica a distanza possa valere se integrata ed affiancata a quella tradizionale, “ricavandone il meglio da entrambe”. Continua a far male “la totale assenza di contatti umani e sociali, tra gli alunni e coi professori”. In conclusione la ricerca evidenzia un peggioramento generale e preoccupante.

Simona Segalini

Dal quotidiano Libertà - mercoledì 7 aprile 2021

IL FOCUS DEL MONITORAGGIO

Il termometro delle emozioni è rosso ansia, solitudine, noia, paura sono al top

Il questionario ha mostrato un quadro variabile delle emozioni provate dagli studenti durante la didattica a distanza. In generale, emerge un peggioramento generale, in particolare dell’agitazione, della tristezza, della confusione, dell’ansia, della noia, e ancor più, dello stress e e della stanchezza. Cresce la stanchezza, e così pure lo stress. Solo un risicato 15% ne mostra una diminuzione o una scomparsa. Noia e ansia restano al top. Il sentimento di confusione ha subìto anch’esso un peggioramento, valido per il 77,4% degli intervistati. La tristezza è diminuita o scomparsa solamente in una persona su quattro intervistate.

I quesiti che indagano agitazione e sconforto confermano tale andamento con circa 3 studenti su 4 che hanno denunciato un aggravamento. La rabbia, in parallelo con i sentimenti di solitudine, sfiducia, disorientamento e attesa è aumentata o ha fatto comparsa in circa 7 studenti su 10. Anche l’indifferenza è un sentimento che negli studenti intervistati è peggiorato durante la dad. I sentimenti positivi della spensieratezza, della sorpresa e del sollievo vengono a diminuire o addirittura a scomparire per 2 studenti su tre. E’ risultato in diminuzione anche lo stupore, mentre cresce o compare nel 61,8% degli studenti la paura.

_seg.

Dal quotidiano Libertà - mercoledì 7 aprile 2021

INTERVISTA A NICOLÒ BUSSACHINI (CLASSE 5D), IL PRESIDENTE DELLA CONSULTA DEGLI STUDENTI

I nativi digitali invocano realtà "Dialogo, non solo lezioni"

La Consulta è formata da diciotto studenti. E’ un organismo di rappresentanza istituzionale

L’analisi e la restituzione dei quasi 2.500 questionari recano la firma finale di Nicolò Bussachinipresidente della Consulta

provinciale, del suo vice Mattia Forzo, Vlad Saradan, Paolo Dioni, Costanza De Poli, Riccardo Dallacasagrande, Giada Ferrari e Beatrice Ferravini.

Nicolò ha 19 ani e frequenta l’ultimo anno all’ISII Marconi, dove a giugno sosterrà l’esame di Stato. Sono la “generazione Z”. Accusati, fino alla vigilia della pandemia, di vivere vite online.

Ora,  paradossalmente, l’eccesso di Rete imposto dalla pandemia ha assetato la stessa generazione di realtà.

Nicolò Bussachini 

Nicolò, da dove nasce l’esigenza da parte della Consulta di produrre un sondaggio, così corposo peraltro, sul tema della didattica a distanza?

"Nasce all’inizio dell’anno scolastico, l’ultimo, quando si avvertì una sorta di spaccatura tra chi era favorevole alla Dad e chi era contrario".

Dai risultati sembra che, per usare un termine scolastico, la Dad ne esca bocciata dalle pagelle degli studenti intervistati.

"In questo momento direi che l’aggettivo “bocciata” è corretto. Come è anche scritto nella relazione che accompagna i risultati del questionario, siamo in tanti a considerarla un possibile metodo di insegnamento alternativo, ma non possiamo pensare che duri ancora in maniera continuativa. In futuro, andrà bene a supporto per studenti che possono incorrere in problemi di salute, per dire, ma non per tutti"

Come Consulta chiedete pertanto un rientro in presenza?

"No, al momento. I dati sanitari ancora non fanno andare in questa direzione. Come Consulta degli studenti mettiamo la salute al primo posto, dunque ok la Dad. Ma vogliamo pure che si consideri la salute mentale e che pertanto si possano introdurre correzioni alla Dad che consentano una maggior socialità. Una delle nostre proposte sarà di introdurre una o due ore dove anzichè lezione si fa dialogo. Io frequento la quinta, per dire, e ho avuto tre anni e mezzo per conoscere i miei compagni. Ma i ragazzi di prima o di seconda, non si conoscono. Sanno i loro nomi, vedono i volti sugli schermi, stop".

In sostanza, Nicolò, qual è la prima istanza che proviene dalla vostra azione di ascolto dei coetanei?

"Chiediamo che vengano poste, dagli adulti, un’attenzione maggiore e una accresciuta consapevolezza al mondo della Dad, della didattica a distanza. E’ vero che senza Dad non si poteva fare scuola, e dunque è stata, e continua ad esserlo, fondamentale. Ma c’è da tenere presente anche la valenza psicologica, le ricadute dell’uso prolungato di questa forma di scuola tra i giovani. Quindi, per dirla in un altro modo, la Dad - e ce lo dicono i nostri intervistati - è considerata uno strumento utile, ma dai pessimi effetti collaterali".

A te e a tutti gli altri questo dopo Pasqua ancora rosso e di scuola non in presenza ha significato una doccia fredda?

"Purtroppo c’è da dire che ormai ci siamo abituati. Tuttavia, noi speravamo che già da settembre 2020 le autorità prendessero in esame dei provvedimenti atti a garantire comunque un certo livello di socialità anche in corso di Dad. Perchè, la speranza di tutti era che le cose potessero andare meglio della primavera. Ma era pure realistico considerare che alla didattica a distanza sarebbe potuto essere ancora necessario farvi ricorso. Fatto che si è puntualmente verificato".

_sim.seg

Dal quotidiano Libertà - mercoledì 7 aprile 2021