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Il termine Mobilità Studentesca Individuale indica un periodo di studi , non superiore ad un anno scolastico, che ogni singolo studente può decidere di trascorrere in una istituzione scolastica di pari grado in un Paese straniero; esiste una mobilità in uscita, studenti italiani che si recano in altri Paesi, e una mobilità in entrata, studenti di altri Paesi che scelgono le scuole italiane per una esperienza di studio. La normativa scolastica italiana sostiene le esperienze di studio all’estero e regolamenta il riconoscimento degli studi effettuati in un altro Paese.

Il Ministero della Pubblica Istruzione, in particolare con la nota MIUR 843 del 10/4/2013, sottolinea che, a livello ordinamentale, le esperienze di studio e formazione all’estero degli studenti vengono considerate parte integrante dei percorsi di formazione e d’istruzione e chiede alle scuole di adottare modalità e procedure volte alla valorizzazione delle esperienze, concordando contratti formativi personalizzati.

Affrontare realtà culturali, sociali, educative o professionali diverse dalle proprie facilita l’educazione alla cittadinanza sviluppando competenze quali il senso di autonomia, di responsabilità, di interazione, di pensiero critico e creativo, nonché una riflessione sui valori della proprie cultura e del rispetto del diverso.

Il nostro Istituto intende dunque favorire la mobilità studentesca, in quanto strumento per sviluppare competenze specifiche legate alle discipline ma anche, e soprattutto, per sviluppare competenze linguistiche avanzate, abilità trasversali e nuovi apprendimenti.

5.1.7.1 Informazione

All’inizio di ogni anno scolastico gli studenti delle classi terze con le loro famiglie vengono invitati ad un incontro a scopo informativo riguardante le ammissioni e le procedure per poter  frequentare il quarto anno della scuola superiore di II grado all’estero o per periodi più brevi.

Considerando i molteplici aspetti del distacco, si sottolinea la sostanziale importanza di alcuni prerequisiti, o fattori essenziali, che influiscono sulla scelta: forte motivazione personale, spiccato senso di autonomia, spirito di adattamento, curriculum scolastico comprovante serietà ed impegno nello studio e comportamento corretto, attitudine verso le lingue straniere, sostegno della famiglia.

5.1.7.2 Accompagnamento

Nei primi mesi della classe terza lo studente interessato e la famiglia prenderanno contatti con i docenti del consiglio di classe per ponderare le considerazioni che emergeranno relative alla sua eventuale adesione. In caso di conferma ai programmi di studio all’estero, la famiglia dovrà darne comunicazione  formalmente al referente della mobilità/tutor, al coordinatore di classe e al dirigente scolastico.

L’agenzia organizzativa a cui si affida lo studente dovrà inviare alla segreteria della scuola tutti i documenti inerenti all’ammissione alla scuola estera; allo studente il compito di inviare tale documentazione al tutor.

Lo studente dovrà essere indirizzato nella scelta delle materie da frequentare nella scuola ospitante, prediligendo quelle più allineate con le discipline presenti nel proprio corso di studi, per evitare in seguito un percorso di riallineamento troppo impegnativo.

Durante il periodo all’estero lo studente dovrà tenere i contatti, almeno con il tutor, per dare informazioni riguardanti i suoi risultati scolastici e in generale sulle attività svolte; è importante che venga definito un monitoraggio a distanza e che vengano fissate scadenze per l’aggiornamento delle informazioni, riaffermando così la continuità del percorso istruttivo ed educativo.

5.7.1.3 Riammissione

Consapevoli che lo studente proviene da sistemi scolastici che hanno priorità e modalità educative, di apprendimento e di valutazione diverse dalle nostre, il Consiglio indicherà allo studente o, in sua assenza, al tutor, i contenuti essenziali e propedeutici al proseguimento degli studi nel periodo successivo al rientro.

Se si tratta di un passaggio alla classe successiva, lo studente dovrà appropriarsi di quei contenuti imprescindibili per poter affrontare l’anno seguente, inerenti alle materie caratterizzanti l’indirizzo, presenti nei due anni consecutivi.

Il contratto formativo prevede che il Consiglio di classe del secondo biennio, convocato ordinariamente o straordinariamente, debba definire il credito scolastico dell’alunno, nell’ambito delle relative bande di oscillazione previste dalla vigente normativa. E’ suo compito riconoscere e valutare le competenze acquisite durante l’esperienza all’estero considerandole nella loro globalità e valorizzandone i punti di forza.

Lo studente dovrà sostenere un colloquio in cui, attraverso le modalità che riterrà più opportune, dovrà illustrare il percorso scolastico maturato all’estero, le nuove competenze acquisite, materiali prodotti, le esperienze formative vissute, esponendo una parte della presentazione in  lingua straniera.

I docenti coinvolti accerteranno poi il percorso di riallineamento svolto individualmente dallo studente, che sarà completato, ma anche verificato e valutato, nei primi mesi dell’anno successivo. Il colloquio di riallineamento non è un esame di idoneità alla classe successiva.

Concorrono all’attribuzione del credito scolastico l’esame dei voti conseguiti all’estero dallo studente e della documentazione rilasciata dall’istituto straniero.

5.1.7.4 Valorizzazione dell’esperienza

Una volta reinserito, lo studente rappresenta  un arricchimento per l’Istituto, non solamente per la competenza linguistica avanzata raggiunta in lingua straniera ma come portatore di apprendimenti alternativi, testimone di stili educativi e di vita diversi, protagonista di un’esperienza formativa rilevante per la crescita personale ma che può costituire un’opportunità di confronto, di stimolo, per la comunità scolastica.


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