Mauro Moretti all'ISII Marconi

Mauro Moretti, presidente della Fondazione Ferrovie dello Stato, manager di aziende centrali per lo sviluppo economico del Paese, ha incontrato nella mattinata del 23 ottobre gli studenti piacentini nell’aula Modenesi dell’ISII “Marconi”.

Ad invitarlo Confapindustria Piacenza per discutere del tema “Gli scenari futuri, l’innovazione industriale e l’importanza della cultura tecnica”, in collaborazione con l’ISII Marconi e l’Istituto Romagnosi.

Il relatore ha delineato, in una prospettiva storica, i principali trend che stanno cambiando l'economia e, più in generale, gli assetti geopolitici,  mettendo in primo piano il valore delle competenze tecniche in un mondo che si trasforma sempre più velocemente.
Il dirigente scolastico dell'ISII Marconi, Prof. Mauro Monti, nella sua introduzione all'incontro, ha sottolineato come la cultura tecnica non sia in contrapposizioni con quella umanistica, se correttamente intese.
A seguire alcune immagini del convegno, il servizio di Telelibertà e gli articoli apparsi sui media locali ad esso dedicati.
 
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Moretti all’ISII Marconi: formazione tecnica, ricerca,
sviluppo, ma anche umanesimo

"Il presidente della Fondazione Ferrovie dello Stato Mauro Moretti ha incontrato nell’Aula Modenesi dell’Isii Marconi, gli imprenditori di Confapindustria Piacenza e gli studenti del Marconi e dell’Istituto Romagnosi per trattare del tema "Gli scenari futuri, l’innovazione industriale e l’importanza della cultura tecnica"

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Formazione tecnica, ricerca e sviluppo per tornare a primeggiare, senza dimenticare mai la cultura umanistica. Parole d’ordine proposte dal presidente della Fondazione Ferrovie dello Stato Mauro Moretti che ha incontrato oggi nell’Aula Modenesi dell’ISII Marconi, gli imprenditori di Confapindustria Piacenza e gli studenti del Marconi e dell’Istituto Romagnosi per trattare del tema Gli scenari futuri, l’innovazione industriale e l’importanza della cultura tecnica. "Sull’attuale situazione - ha detto - dobbiamo essere ragionevolmente pessimisti e contrapporvi l’ottimismo della volontà". "Certo - ha costatato - la gente vive meglio, ma a discapito dell’ambiente, il genere umano ha rapinato tutto, ed ora c’è la prospettiva di miliardi di persone in più concentrati nelle grandi città. E gli Usa che stanno compiendo errate scelte ambientaliste". "E’ questo - ha precisato - un cambiamento davvero epocale, quattro epoche con rivoluzioni tecnologiche gestite da chi aveva in mano anche il potere politico e finanziario".

Molte rivoluzioni tecnologiche hanno una matrice militare, ma la digitalizzazione è coincisa con la globalizzazione, un mix culturale inusitato che ha lanciato paesi nuovi, prima di tutto la Cina che prima era solo produttrice per altri, ma oggi ha capacità proprie. Ha investito al massimo nell’educazione, attraendo i migliori insegnanti, scuole di businnes e scienze e tecnologie sfornano tecnici di prim’ordine a disposizione dell’industria locale. "Noi siamo ancora quasi fermi alla riforma Gentile che a suo tempo ha avuto validità ma non è più aderente oggi con la separazione tra tecnica ed umanesimo. Io -  ha ribadito - ho sempre privilegiato la cultura del fare (ed ha rivendicato l’importanza dell’alta velocità per il progresso del paese) come ha riconosciuto lo stesso presidente Francesco Cossiga in una telefonata personale".

L’Italia non ha ancora risolto l’avviamento al lavoro, mettendo in relazione formazione e produzione. Nei Paesi di nuovo sviluppo milioni di giovani (tra il 60 e il 90%) studiano scienze, tecnologia, ingegneria, matematica mentre in Europa e America solo il 30%. Bisogna far capire che una formazione scientifico-tecnologica porta occupazione e buoni stipendi. Se non lo facciamo perdiamo le sfide. «Ora - ha proseguito - è finita anche l’epoca che durava da Jalta e la Cina ha riunito tutti i paesi asiatici; stiamo vivendo la rivoluzione cibernetica con il Pentagono che ha demandato questa realizzazione alle imprese commerciali scatenando un’aspra competizione nel mondo. Si passerà pertanto da una cultura predominante culturale occidentale-europea, ad una nella quale cambieranno anche i valori etici ed estetici ed occorre prepararci ad una nuova supremazia culturale. Per questo gli imprenditori devono uniformarsi ai nuovi valori, a nuove esigenze ed esperienze, anche se ci sono segnali di riscossa nel nuovo asse Europa - Giappone, con l’Italia che recita un ruolo non secondario.  Il TPP11 (partenariato trans-pacifico) ha riaperto il libero scambio, costringendo Trup a rivedere le posizioni americane. Solo ricerca e sviluppo potranno contrastare lo strapotere cinese: è l’ultima chiamata di una scelta tra liberalismo e democrazia dittatoriale. Non lasciamo la Russia da sola o sarà invasa dai prodotti cinesi; riallacciamo i contatti e facciamo entrare le imprese commerciali. Questa è un’altra sfida da affrontare subito e ricordiamo che la cultura umanistica ed artistica hanno profonda influenza sullo sviluppo tecnologico e quindi bisogna fondare tecnica ed umanesimo per tornare a primeggiare.

Giuseppe Romagnoli

Dal quotidiano on-line ILPiacenza - 23 ottobre 2018

Moretti (FS): “Fondamentale orientare i giovani
alla cultura scientifica e tecnologica”

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Mauro Moretti, presidente Fondazione delle Ferrovie dello Stato, su invito di Confapindustria Piacenza ha parlato agli studenti e agli imprenditori piacentini nell’aula Magna dell’ISII “Marconi”.

Durante l’incontro, svoltosi nella mattinata del 23 ottobre sul tema “Gli scenari futuri, l’innovazione industriale e l’importanza della cultura tecnica”, Moretti ha incentrato i suoi interventi sul grande tema dell’educazione rispetto alle sfide del mercato globale: “L’educazione dei ragazzi deve essere di qualità – ha spiegato – adeguata a sostenere le sfide mondiali. Non abbiamo più recinti nazionali di protezione, bensì tanti concorrenti”.

L’attenzione di Moretti si è focalizzata sulla necessita di potenziare gli investimenti nell’istruzione scientifica e tecnologica, rivendicando un’inversione di tendenza rispetto ai retaggi della riforma Gentile – pur considerata un’“ottima riforma” - di stampo prettamente umanista: “Noi in Italia abbiamo una percentuale di Pil (Prodotto Interno Lordo) sull’educazione ridotto sia rispetto ai Paesi sviluppati da tanto, come noi, ma anche rispetto a quelli recentemente sviluppati. Proprio questi ultimi – ha sottolineato – stanno investendo in maniera consistente, formando milioni di persone nelle discipline scientifiche, come ingegneria, tecnologia, matematica. Il divario è drammatico, poiché molti giovani degli altri Stati, in special modo nei Paesi orientali, stanno scegliendo queste strade, con percentuali di iscrizione tra il 60% e il 90%. Al contrario, in Europa, ma anche negli Stati Uniti, questa percentuale scende al 30% o anche di meno. Per colmare questo divario è fondamentale un orientamento alla educazione scientifica e tecnologica. Bisogna fa vedere ai giovani che questo è il modo per avere occupazione, per avere buoni stipendi e grande soddisfazione personale”.

All’incontro, moderato dal giornalista Marcello Pollastri, sono intervenuti anche Mauro Monti, dirigente scolastico dell’istituto Marconi, Cristian Camisa, presidente Confapindustria e la commercialista Daniela Savi.

Federico Tanzi

Da ilnuovogiornale.it - 24 ottogre 2018

Moretti: “Più cultura scientifica per reggere l’urto della competizione”

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Mauro Moretti, presidente della Fondazione Ferrovie dello Stato, ha incontrato nella mattinata del 23 ottobre gli imprenditori e gli studenti piacentini all’aula Modenesi dell’ISII “Marconi”.

A invitarlo Confapindustria Piacenza per discutere del tema “Gli scenari futuri, l’innovazione industriale e l’importanza della cultura tecnica”, in collaborazione con l’ISII Marconi e l’Istituto Romagnosi.

Moretti ha parlato delle sfide dell’educazione dei più giovani nel mercato globale: “L’educazione dei ragazzi deve essere di qualità e adeguata a sostenere l’impresa perchè non abbiamo più i recinti nazionali di protezione, ma tanti competitors globali importanti che stanno investendo tantissimo nel mondo dell’educazione, e stanno facendo progressi enormi”.

“Dobbiamo riuscire almeno a stare dietro a questi paesi, perchè stare davanti è molto difficile. In Italia abbiamo una percentuale di Pil sull’educazione – ha fatto notare – sicuramente ridotta rispetto a quella di altri paesi, in particolare i paesi in via di sviluppo stanno investendo in maniera drammatica e sfornano milioni di persone soprattutto nell’ambito delle discipline tecnologiche e matematiche”.

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“E’ un gap drammatico perchè studiano e si formano in queste discipline molti giovani degli altri paesi, in particolare tra il 60 e il 90 % in quelli asiatici, mentre nella vecchia Europa e negli Stati Uniti questa quota scende fino al 30 %”.

“E’ un divario enorme, che se non viene colmato – ha concluso Moretti – con un orientamento all’educazione scientifica e tecnologica, mostrando ai giovani che questo è il modo di avere occupazione, stipendi buoni e anche soddisfazione professionale, siamo destinati a perdere la sfida”.

Redazione

Dal quotidiano on-line Piacenza Sera - 23 ottobre 2018

I segreti di un manager? Affrontare i problemi

Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie dello Stato e Leonardo spa, ospite di Confapi all’ISII Marconi.
Ha parlato a imprenditori e studenti

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"Noi siamo il Paese in cui da sempre le classi dirigenti hanno avuto una preparazione umanistica. Ma separarla da quella tecnica è innaturale. È solo integrandole che i ragazzi potranno avere un grande successo. Il futuro è nelle loro mani".

Ha spronato con le parole più che giuste Mauro Moretti, presidente della Fondazione Ferrovie dello Stato, che ieri mattina è stato invitato da Confapi Industria Piacenza a incontrare gli studenti e gli imprenditori piacentini.

L’imprenditore, attualmente presidente dell’Associazione europea delle industrie dell’aerospazio e della difesa e presidente anche dell’Italy-Japan Business Group, ha raccontato anche la sua esperienza di “self-made-man” partito proprio da un istituto tecnico: "Lì ho appreso la cultura del fare – ha spiegato dopo i saluti del dirigente scolastico dell’ISII Marconi (dove si è svolto l’incontro) Mauro Monti e del presidente di Confapi Industria Piacenza Cristian Camisa e l’introduzione del sindaco di Leonardo Spa (ex Finmeccanica) Daniela Savi – io ho avuto delle opportunità uniche perché ero un povero ragazzo di provincia che ha potuto fare cose di arricchimento per il Paese.

Non ci sono ricette o segreti, ma bisogna avere il coraggio di mettere le mani dentro i problemi e affrontarli. Quando sono arrivato le Ferrovie dello Stato perdevano due miliardi e mezzo di fatturato, mentre Leonardo spa (di cui è stato ad e direttore generale) l’ho presa a 5,80 eur e l’ho lasciata a 15,85. Bisogna avere una chiara visione delle cose e capire anche che non si può fare tutto".

In quest’ottica una formazione tecnica è importante: "Separare la parte umanistica da quella tecnica, come si è sempre fatto, è innaturale – ha continuato Moretti – siamo gli eredi della migliore cultura artistica, ma abbiamo dato impulso anche a un mondo che ha dato i natali a dei geni scientifici. Se sapremo fondere la cultura umanistica con quella scientifica, considerando la tecnologia come una forma di arte, avremo grande successo. Questo devono capire i ragazzi: il mondo è nelle loro mani".

Particolare soddisfazione è stata espressa da Camisa: "Abbiamo pensato a Mauro Moretti per questo incontro perché ha guidato le aziende più complicate e innovative per il Paese e può rappresentare un valido esempio per i ragazzi.

Come associazione stiamo lavorando nell’interazione fra il mondo della scuola e quello delle imprese: abbiamo bisogno dell’estro dei giovani, ma anche della loro voglia di mettersi in gioco".

Betty Paraboschi

Dal quotidiano Libertà - 23 ottobre 2018


Pubblicata il 24 ottobre 2018

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