Tecnico dove sei?

TECNICO DOVE SEI? TRECENTO ALL'ANNO
PER LE NOSTRE IMPRESE NON BASTANO

Un allarme lanciato anche a livello nazionale.
Monti: "Appena diplomati subito contesi dal mercato del lavoro"

Mancano tecnici specializzati nel Belpaese, da oggi al 2022 il com­puto è da capogiro: 469mila. L'allarme è nazionale, ma puntual­mente rispecchiato nel locale, nel perimetro di una provincia che da sempre ha fame di meccanici, montatori, riparatori, specialisti elettronici ed elettrotecnici. E non solo. Anche i ragionieri conoscono una stagione di rilancio della pro­fessione.

I circa 300 diplomati tecnici all'an­no nel Piacentino tra gli istituti in­dustriali della città (ISII Marconi) e del territorio (Mattei di Fiorenzuola e Volta di Borgonovo), al netto di un 30 per cento di maturi che prosegue negli studi, non basta a sod­disfare il fabbisogno.

Ed è soprat­tutto l'industria 4.0 che sta ribaltan­do i processi dì produzione nella meccanica, il settore portante per Piacenza con circa 11 mila addetti. E' vero che il tema della forte caren­za attuale e prospettica di figure professionali lanciato ieri da "Il Sole 24 Ore" include nel dato macro anche i laureatì nelle materie Stem (scien­za, tecnologia, ingegneria e mate­matica), ma sono in gran parte i di­plomati a mancare all'appello.

Non è un caso che fra pochi giorni, il 9 novembre, si inaugura all'ISII Marconi il laboratorio Pro.me.ca per progettazioni meccaniche avanza­te con il contributo di Confìndustria Piacenza e un certo numero di im­prese associate, mentre sono già partiti i corsi di formazione per gli insegnanti.

Viene regalato un laboratorio con sistemi Cad per la progettazione meccanica tridimensionale, spie­ga Marco Livelli (Jobs), vicepresi­dente di Confindustria, la quale, sempre in questo solco, ha messo in campo per esempio "Adotta una classe" con 30 classi avvicinate al mondo delle imprese. "In Jobs ab­biamo inserito giovani periti con grande soddisfazione nostra, bravi ragazzi, ci servono molto e il feno­meno continua sui laureati in inge­gneria, le aziende se li contendono appena si laureano, addirittura pri­ma, ma c'è uno sbilancio fra diplo­mati e laureati usciti rispetto ai bi­sogni".

Livelli osserva che le imprese cer­cano chi sappia i fondamentali di una professione, sia Its, ragioneria, laurea, mentre invece certe lauree ibride fiorite in anni recenti lascia­no il tempo che trovano. Che la richiesta sia forte sul nostro territorio è confermato dal preside dell'ISII Marconi, Mauro Monti. I percorsi sono diversi: periti info­matici, elettronici, elettrotecnici, chimici, presto si uniranno i logisti­ci, al momento sono specialmente i periti meccanici ad essere richie­sti.

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Dai dati della Fondazione Agnelli Eduscopio Lavoro risulta - perl'ISII piacentino - che a due anni dal di­ploma l'80 per cento dei ragazzi usciti è stato contrattualizzato per almeno sei mesi. Un dato più performante rispetto alle province co­me Cremona, Lodi. "Il mercato locale assorbe questi ra­gazzi, la domanda c'è - conferma Monti- il problema è che resiste un modo abbastanza vecchio di guar­dare alla formazione tecnica come fosse minore rispetto a quella licea­le". Le cose non stanno così, la fi­gura del perito con le mani sporche di grasso o che lavora in officina è superata e però siale famiglie sia la gran parte degli orientamenti del­le scuole medie inferiori "non ne tengono conto".

Secondo la stima riferita da II Sole 24 Ore sette studenti delle superio­ri su dieci non sanno che l'Italia è il secondo paese manifatturiero d'Europa e solo uno su quattro do­po la maturità si iscrive a facoltà scientifiche nonostante che nei prossimi dieci anni questi settori copriranno l'85 per cento dell'oc­cupazione.

A Monti chiediamo però se ci sia un allineamento fra quanto la scuola offre e le esigenze di Industria 4.0. "E' chiaro che se guardiamo alla ve­locità con cui cambiano le tecnolo­gie nessun sistema formativo può prevedere oggi cosa servirà tra cin­que anni - è la sua risposta - le azien­de però ci chiedono di formare ra­gazzi che abbiano una base tecni­ca. Nell'informatica c'è una conti­nua evoluzione di software ma una volta acquisite competenze dì ba­se si va avanti. I requisiti sono la cu­riosità, la capacità di lavorare in gruppo. Epoi è l'azienda stessa che forma secondo le sue esigenze".

Patrizia Soffientini
Dal quotidiano Libertà - venerdì 2 novembre 2018

I DATI EXCELSIOR PER LA NOSTRA PROVINCIA

Assunzioni previste per settembre: 2.120 di cui 870 addetti a macchine e impianti

Parlano chiaro i dati pubblicati da Excelsior, il sistema informativo per l'occupazione e la formazione, che si basa sul monitoraggio di Unioncamere, anche se non è sempre sem­plice comprenderne la reale porta­ta. Le ultime rilevazioni per Piacen­za prevedevano 2.120 entrate nel mondo del lavoro piacentino nel me­se di settembre 2018.

La gran parte sono profili di operai specializzati e conduttori di impianti e macchine: 870 (il 41 percento), ma non è tutto. Si cercano anche 300 professioni tec­niche e 100 professioni intellettuali, scientifiche di elevata specializza­zione. Non risulta richiesto invece nessun profilo dirigenziale. Sono poi 540 gli inserimenti previsti di impie­gati e di professionisti qualificati nel­le attività commerciali e nei servizi. Ci sono anche 300 professionalità non qualificate.

Il mestiere in dettaglio più richiesto (sempre dato di settembre) riguar­da i conduttori di mezzi di traspor­to (420). E' elevata anche la richie­sta di cuochi, camerieri e professio­ni per servizi turistici (220) e tecnici delle vendite, marketing e distribuzione commerciale (110). Nel campo di tecnici metalmeccanici ed elettro­meccanici siamo a quota 130. Viene rilevato fra l'altro il tasso di difficoltà di reperimento delle figu­re e l'esperienza richiesta per mansioni ancor più definite.

Un dato significativo riguarda il fab­bisogno di tecnici in campo informa­tico, ingegneristico e produzione: ne servivano 40 a settembre ma risul­ta molto elevata - la più elevata - la difficoltà di recuperarli (che sfiora il 71 percento) sia per ridotto numero di candidati, sia per inadeguatezza della competenza e della qualifica­zione. Anche per operai specializza­ti nell'edilizia e nella manutenzione degli edifici, ne erano previsti 80 per settembre, rimane elevata la diffi­coltà di reperirli (46 per cento).

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Dal quotidiano Libertà - venerdì 2 novembre 2018


Pubblicata il 02 novembre 2018

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