Meccanico dove sei?

Meccanico dove sei? Ecco i mestieri-top
"Per i bravi tecnici c’è subito il lavoro"

Avanza l’apprendistato. All’ISII Marconi dopo i primi tredici (sperimentali) apprendisti
che studiano e lavorano, sono arrivate richieste da imprese artigiane per il prossimo anno

I bravi tecnici non bastano mai. Piacenza ha fame di profili professionali. Ingegneri meccanici, periti, informatici, chimici, amministrativi. E poi montatori, riparatori e pure ragionieri. C’è chi se li contende appena hanno fra le mani il diploma o la laurea e persino prima del diploma.

Confindustria rilancia il tema, per voce del presidente Alberto Rota: i giovani si orientino su percorsi di studi immediatamente spendibili sul mercato del lavoro piacentino che si è costruito su una manodopera di alta qualità, ma il ricambio è scarso ("Il lavoro c’è per i bravi tecnici").

La mappa

Unioncamere disegna la mappa delle nostre carenze aggiornata a gennaio 2019 (sulla base di 43.980 assunzioni previste in Emilia Romagna). Numeri sorprendenti. Mancano il 47 per cento di laureati e il “buco” più macroscopico, spacchettando il dato, riguarda gli ingegneri industriali: 75 per cento la difficoltà di reperimento, alta l’assenza di esperti nel settore agrario, agroalimentare e zootencico (60 per cento).

Entrando ancor di più nell’analisi, salta fuori che la ragione preponderante è il basso numero di candidati, pesa molto meno la loro inadeguatezza. Nel livello di scuole secondarie il più ricercato è il diplomato in elettronica ed elettrotecnica (difficoltà di reperimento al 52 per cento), seguono i diplomati in meccanica, meccatronica ed energia (48 per cento).

Si scopre poi che persino nell’area benessere il tasso di difficoltà è pari al 43 per cento, ma si balza al 68 per gli idraulici, chi ripara i veicoli a motore viaggia su una “rarità” pari al 45 per cento.

Trecento non bastano

A casa nostra già sappiamo che trecento tecnici all’anno (tanti ne escono da ISII Marconi di Piacenza, Mattei di Fiorenzuola e Volta di Borgonovo) non ci bastano, lo hanno attestato solo pochi mesi fa le aziende. "Tre classi sono poche» osservano a Confindustria. E il preside del Marconi, Mario Monti, conferma che al momento sono i periti meccanici i più richiesti. "Un fenomeno nuovo - aggiunge oggi - sono i ragazzi in stage chiesti e contrattualizzati immediatamente per lavori part-time, sia nel tecnico che nel professionale, lavorano prima del diploma, il che risponde ad un bisogno reciproco di conoscenza".

Inoltre l’ISII è partito con l’apprendistato (tra quattro scuole in regione che sperimentano): tredici ragazzi frequentano gli ultimi due anni ma son inquadrati come apprendisti in aziende artigiane. "Altre adesioni ci chiedono le imprese per l’anno prossimo". "Abbiamo continuamente richieste da parte del mondo del lavoro – dichiara la preside Teresa Andena (Raineri Marcora) - spesso non riusciamo a far fronte a tutte le esigenze. In questo momento abbiamo una decina di richieste di periti agrari, alle quali non riusciamo a dare una risposta, i nostri ragazzi sono già occupati o iscritti all’università".

Scuole, ma anche associazioni datoriali hanno la fila di aziende che chiedono curriculum. Qualcosa sta cambiando. E’ notizia recente che al Volta di Castelsangiovanni aumentano le iscrizioni agli indirizzi tecnici (ex ragioneria, tecnico tecnologico ed economico), da 27 a 44 dice la preside Raffaella Fumi.

"Si torna indietro"

Francesco Rolleri (Rolleri Spa, circa cento dipendenti e una produzione di utensili per lavorare lamiere) sposta l’accento su un possibile correttivo. "Negli ultimi anni aveva dato ottimo risultato anche da noi l’alternanza scuola-lavoro con ragazzi di istituti tecnici in azienda per una parte del loro percorso, dispiace che l’attuale governo abbia operato dei tagli in controtendenza rispetto alle esigenze delle aziende e ai migliori esempi europei come quello della Germania". Le esigenze sono nei settori della commercializzazione e nel reparto produttivo per operai specializzati che lavorano vicino a macchine di controllo numerico "esperienze che richiedono anni" ma fanno la vera ricchezza di un’azienda.

Patrizia Soffientini

Dal quotidiano Libertà - domenica 24 febbraio 2019

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Pubblicata il 24 febbraio 2019

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