L'Ultima Rosa

Hans e i suoi amici
disgustati dal regime
sognando l’Europa

Successo al Teatro San Matteo per gli studenti dell’ISII Marconi in scena con
“L’ultima Rosa” sulla Resistenza intellettuale tedesca

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"Mi sembra assurdo. L’uomo ha raggiunto le più alte vette del pensiero ma parla ancora di razze. Sono le azioni, non il luogo di nascita, a renderci diversi". Giova ripassare i fondamentali: mai scontati. Ed è bello che a farsene carico siano ragazzi neanche maggiorenni. Sono passati meno di 70 anni dal giorno in cui il Reich decapitava gli studenti de “La Rosa Bianca” solo perché avevano idee diverse da Hitler e dalla maggioranza di un popolo soggiogato.

Facevano propaganda contro il regime, pacifica e umana. "Decapitati? Ragazzi come noi?". L’esclamazione di Hans Leipelt, nella sua ovvia semplicità, è una di quelle che più ci ha fatto riflettere, venerdì sera al Teatro San Matteo, dove (dopo la matinée scolastica di giovedì ) un gran successo ha premiato la messinscena de “L’ultima Rosa - Hans Leipelt e lo spirito dell’Europa”, terzo e ultimo tassello del polittico dedicato alla Resistenza intellettuale tedesca dal professore, saggista, drammaturgo Nicola Montenz, a quattro mani col regista Francesco Ghezzi di “Kabukista” e con un cast speciale, gli studenti dell’ISII Marconi.

Con la terza annualità del laboratorio, fortemente voluto dal preside Mauro Monti e dal Centro italotedesco diretto da Milena Tibaldi Montenz e sostenuto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, un primo cerchio si è chiuso. Il viaggio era iniziato tre anni fa con la “Rosa Bianca” ed è culminato con coloro che hanno messo in pratica "il dovere di chi resta".

La poco nota vicenda di Hans, della sua ragazza Marie-Luise e dei loro amici, un gruppo di studenti disgustati dal regime, dall’indifferenza dei coetanei e del popolo tedesco che una sera (con la complicità del prof Wieland, leggendario Premio Nobel, e nonostante le pressioni del capo delle SS studentesche Berg e quelle della Gestapo sulla famiglia di Hans) decise di riprodurre e diffondere l’ultimo volantino firmato da La Rosa Bianca prima della ghigliottina.

In un tempo in cui "sognare la nostra Germania, la nostra Europa equivale a cospirare" Hans e soci usano armi che non feriscono. I volantini arriveranno fino a Londra, per esser nuovamente divulgati in Germania attraverso la BBC e lanci aerei sulle città tedesche, fino ad un epilogo drammatico e teatralmente poetico. Un dramma intenso, reale, ricostruito con dialoghi vibranti, veri e mai retorici, vestito di musiche azzeccate e molto belle, tra cui composizioni del piacentino Gianluca Piacenza.

Un intreccio di sentimenti, spirito patriottico, senso di umiliazione, terrore, coraggio e necessità che i ragazzi, alcuni alla prima esperienza teatrale, hanno agito e abitato come una missione. Bravissimi tutti: Andrea Biasini, Andrea Carini, Marina Cordani, Sofia Cordani, Carolina Costa, Sonia Cremona, Giacomo Italiano, Enrico Mandelli, Chiara Nebolosi, Ernesto Paskali, Eleonora Sala, Marcello Savi, Gabriele Sbaraini, Luca Spelta, Michela Valla.

Pietro Corvi

Dal quotidiano Libertà - Domenica 9 giugno 2019

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Gli studenti dell’ISII Marconi in scena al Teatro San Matteo con
“L’ultima Rosa - Hans Leipelt e lo spirito dell’Europa”


Pubblicata il 09 giugno 2019

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