Gita a Resy

Quattro giorni e tre notti hanno visto la classe 4A Chimica protagonista di un singolare viaggio di istruzione tra le nevi della Valle d’Aosta, nel piccolo abitato di Resy, a oltre 2000 metri di altitudine, nel cuore del massiccio del Monte Rosa.

Con il minimo indispensabile negli zaini e le ciaspole ai piedi, 17 studenti affiancati dai loro docenti di Tecnologie chimiche e di Lettere hanno iniziato dal basso, ossia dal paese di Saint-Jacques des Allemands, il loro percorso escursionistico e di autoconoscenza. Inerpicandosi per un sentiero innevato, tra larici, abeti e moltissima neve, hanno raggiunto così la prima tappa: il rifugio “G.B. Ferraro”, dove sono stati accolti (e rifocillati) da Valérie, Julien e Marco, eccezionali angeli custodi che hanno reso davvero straordinaria la permanenza in quota. Dopo il pranzo, una lunga ciaspolata verso il colle della Bettaforca ha segnato per molti il primo incontro con l’ambiente di montagna e con il silenzio dei valloni coperti di neve.

L’indomani, con l’aiuto della guida alpina Giovanni Ravizza, le prime sensazioni sono state approfondite e razionalizzate attraverso un lungo percorso verso il Pian di Verra inferiore e il lago Blu. La vista improvvisa del Monte Rosa, dal Breithorn orientale al Castore, ha permesso una prima sosta, durante la quale Giovanni ha illustrato ai ragazzi le caratteristiche del luogo e del massiccio. Più tardi, con alcune letture da Kant, Alfieri e Foscolo, si è cercato di cogliere – e contestualizzare – il concetto di sublime dinamico.

La salita ai laghi di Resy, il 13 febbraio, ha costituito per tutti uno strumento fondamentale di indagine interiore e di presa di coscienza dei propri limiti e delle proprie paure. Conclusasi con una (liberatoria) prova di resistenza alla neve e al vento, in un valloncello occupato da alpeggi diroccati, la terza giornata oltre i 2000 è stata forse la più impegnativa della settimana.

Dopo la nevicata notturna, il giorno del rientro si è aperto senza una nuvola, ma con un vento molto forte. Un prof. e tre intrepidi chimici sono scesi a battere la traccia del sentiero, cancellata durante la notte, e sono poi risaliti a recuperare gli altri. Il breve ma intenso soggiorno a quota 2066 si è così concluso con un bilancio nettamente positivo in termini di crescita interiore, coesione del gruppo, conoscenza di sé e dell’altro. Un’esperienza per molti versi unica, che speriamo possa ripetersi, negli anni, per altre classi e altri docenti.

Resy1

Resy2

Resy3

Resy4

Resy5

Pubblicata il 17 febbraio 2020

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta l’informativa estesa sui cookie. Proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.