Scuola senza scuola

Scuola senza scuola in aula Promeca la didattica è on line

GLI STUDENTI SFRUTTANO VIDEOCAMERE AD ALTA DEFINIZIONE E SOFTWARE PER IL DISEGNO IN 3D

I giovani, la scuola, l’insegnamento tecnico: temi che Cesare Betti ha sempre coltivato ponendoli al centro della sua attenzione. In particolare i progetti PRO.ME.CA. all’ISII Marconi e Techno4future al Mattei di Fiorenzuola (in corso). Ospitiamo un intervento.

"Sono tempi molto particolari quelli che stiamo vivendo. Un virus sconosciuto è un’emergenza che in pochi giorni ha cambiato le nostre vite, la nostra quotidianità e il nostro modo di lavorare. Lo smart working è una modalità che tanti stanno sperimentando, non da ultimo la scuola, una delle prime istituzioni ad essere stata fermata al comparire dell’epidemia. Insegnanti e studenti in vacanza? Assolutamente no. L’attività didattica, proprio per il prolungarsi della sosta forzata, prosegue attraverso gli strumenti digitali ed informatici di cui le scuole sono dotate.

All’ISII Marconi sono garantite lezioni secondo la normale scansione dell’orario pre-virus, solo un po’ più brevi, perché seguire on line non è come stare faccia a faccia. Così dal lunedì al venerdì, dalle 9,00 alle 12,30 ci si può collegare alla propria aula virtuale, stare in presenza dei compagni e vedere uno dopo l’altro i professori che portano avanti il programma.

La maggior parte di loro lo fa da casa; qualcuno sfrutta le tecnologie più performanti che la scuola ha, come l’aula Pro.Me.Ca, nata per la progettazione meccanica avanzata ed oggi postazione per interagire con gli studenti sfruttando videocamera ad alta definizione e software dedicati al disegno 3D. Uno standard minimo a cui tutti i docenti si sono formati consente di utilizzare la piattaforma di collegamento; i più esperti producono e condividono video lezioni e filmati didattici autoprodotti.

E gli studenti? I ragazzi, in verità, a detta degli stessi docenti, sono sorprendenti. In un primo momento forse sono stati disorientati dalla situazione, ma poi si sono resi consapevoli del fatto che, anche in situazioni di emergenza, non ci si può fermare, che bisogna mostrarsi resilienti. E si collegano, seguono le lezioni, svolgono esercitazioni, con assiduità a volte superiori a quelle dei tempi normali. Certo la vita in aula è tutt’altra cosa e una lezione, prima di essere una trasmissione di dati, informazioni, mappe concettuali, è un rapporto interpersonale, la trasmissione di un’esperienza umana unica.

Ma la didattica a distanza, unita forse all’emotività di questi tempi, lascia spazi ad una nuova strana intimità che viene da questo inedito parlarsi ciascuno da casa propria, spesso con maggiore libertà e senso di prossimità all’altro. Quell’odore di aule, quel brusio fatto di battute condivise con i compagni di classe, quel senso di comunità, mancano un po’ a tutti, docenti e alunni. E però si va avanti, aspettando il ritorno a quella normalità di cui, ora che è venuta meno, si coglie finalmente l’importanza".

_ Rosanna Marinelli ( ISIIGroup)

Dal quotidiano Libertà 24-03-2020

Pubblicata il 24 marzo 2020

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