Intervista al Preside Mauro Monti

La tribù dei 32mila studenti videoconnessi in un mese la scuola ha rivoluzionato le lezioni

La maestra: io do loro un favola, loro ricambiano con il disegno di un fiore. Il preside: più interazione di prima. Il nodo “valutazioni”

Loro sì. Loro, in qualche modo erano pronti. Piattaforme per la didattica informatizzata a distanza, pleonastica e umanamente arida in tempi normali, per qualcuno. Salvifica adesso, nel garantire ciò che la scuola dovrebbe fare ogni giorno: intessere relazioni, scambiare informazioni, ascoltare e raccontare.

Ad un mese dallo stop della scuola, la scuola piacentina, smessa la maschera di doloroso stupore dei primi istanti, fila, anche se il motore ha ingranaggi diversi. Primaria, medie, superiori. Ogni giorno, ogni ora migliaia di scolari sono in video collegamento con i loro insegnanti. Non solo lezioni. "Racconto le favole, mi mandano video delle loro passeggiate in giardino", spiega Roberta Corbellini, insegnante di primaria alla scuola di Gazzola, che, al pari di moltissimi colleghi, ha varato le lezioni via Skype. Didattica a distanza, per fare un esempio, per i 1.800 studenti e studentesse dell’istituto Romagnosi-Casali. "Visto che facciamo informatica - consiera la dirigente, Cristina Capra - avevamo provveduto all’acquisto di una speciale piattaforma, oltre al resto. Ebbene, ci sta servendo. I consigli di classe hanno adottato un orario ridotto, si parte alle 9 fino alle 13. I ragazzi partecipano, si vedono sugli schermi. E possono mandare i compiti", chiarisce la preside, ieri fisicamente a scuola ridotta a due giorni di apertura. "I ragazzi - dice ancora la dirigente - hanno bisogno di relazioni, è come se ci dicessero ogni giorno di non lasciarli soli, fornendo loro una parvenza di normalità".

Padlet per i più piccoli al Quinto Circolo di Piacenza, 780 bambini tra elementare Vittorino e materne Dante e Collodi. "Le videolezioni - spiega la preside Monica Caiazzo - sono possibili tramite una app di Google, e riuniscono i bambini in collegamento a gruppi di 7 o 8 per volta. I collegamenti avvengono talvolta nel pomeriggio affinchè siano presenti i genitori per facilitare i più piccoli. Stiamo inoltre compiendo un monitoraggio - afferma la Caiazzo - per capire se ci fosse la necessità per alcune famiglie di dispositivi che abbiamo intenzione di fornire in comodato d’uso, dando la priorità ai bambini con disabilità", spiega la dirigente, sottolineando "il forte impegno del corpo docente" e ricordando di aver messo in campo anche il Cpia per usufruire, nell’ambito della didattica a distanza, di mediatori culturali per le famiglie di nazionalità non italiana che ne avessero necessità.

Tre ore di collegamento mattutino con “spacchettamento” delle lezioni di 50 minuti in lezioni da 30. "Tutti i docenti sono al lavoro - afferma il preside dell’ISII Marconi-Leonardo Mauro Monti - stiamo pensando di assegnare portatili agli studenti che ne fossero sprovvisti per qualche motivo, dato che nelle famiglie possono esserci più figli che devono seguire a distanza le lezioni. Su 1.700 studenti abbiamo visto che sono 66 quelli che non si sono collegati. Oltre la metà aveva già o stava per farlo lasciato i libri. Per altri 20 ci sono problemi di collegamento, o per la scarsità del segnale dove risiedono o per strumenti non idonei. Vedremo di provvedere con assegnazioni in comodato d’uso. E’ una situazione del tutto nuova - considera Monti - e devo ammettere che in tutto questo disastro la cosa più bella che ne è venuta fuori è questa didattica a distanza. I ragazzi sono assidui nei collegamenti, i docenti mi informano che questa modalità consente maggiore interazione, incredibile". Le aule virtuali al Marconi sono aperte anche al pomeriggio. Si entra e si esce. Si incontra prof e compagni, chi c’è c’è. Resta nevralgico il nodo delle valutazioni.

"E’ il punto più delicato - concorda Monti - per venerdì ci sono in programma due collegi docenti per stabilire i criteri. Dovremo considerare elementi non tradizionali. Questa esperienza che i ragazzi stanno vivendo sarà un ruvido test di realtà e di crescita".

Simona Segalini

Dal quotidiano Libertà - mercoledì 25 marzo 2020

Pubblicata il 25 marzo 2020

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