DaD all'ISII

Le mie notti in bianco in Ecuador per seguire le lezioni piacentine

Camilla Diaz, 17 anni, bloccata nel Paese d’origine, ha seguito via web i prof dell’ISII Marconi

Sette ore di differente fuso orario ma una voglia matta di Italia, di Piacenza. Della sua scuola, l’ISII Marconi, diretta da Mauro Monti, dei suoi compagni e dei suoi prof. E allora cosa vuoi che siano sette ore di fuso orario e un oceano di mezzo, quando hai 17 anni.

Camilla Diaz Romero è piacentina, nata qui da una coppia dell’Ecuador. Ha una sorella maggiore che vive nel Paese sudamericano, e tre fratelli più piccoli che stanno qui a Piacenza. Poi ci sono mamma e papà. Lei, Camilla, la maggiore, dopo un biennio di informatica al Marconi, ha messo a fuoco il suo futuro: "Voglio fare l’ingegnere meccanico". Passa all’indirizzo meccanico e frequenta, nell’anno scolastico 2019-2020, la terza (sezione N).

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La terza N dell’ISII Marconi di Piacenza, indirizzo meccanico. Camilla è la seconda da sinistra in piedi

"Mi piacciono le auto, le moto, vado pazza per il cad, che è un programma per il disegno tecnico". Succede l’imprevisto. All’inizio, è un piccolo imprevisto. Mamma, dopo tanti anni di lavoro a Piacenza, decide di smettere per dedicarsi alla famiglia e di offrire, a lei e ai congiunti, un ritorno a casa, in Ecuador, dove vivono ancora molti dei loro familiari. Mancano da 12 anni.

"Siamo andati in biglietteria il 7 febbraio, siamo partiti il 12 febbraio. L’intenzione era di tornare a Piacenza il 12 marzo. Confesso: ero un po’ preoccupata. Temevo che quel mese di assenza da scuola mi avrebbe procurato dei rallentamenti nel programma".

Ma mamma ci tiene tanto, a questo viaggio, e in più ci sono i docenti di Camilla che la incoraggiano a partire, assicurandole che interverranno costanti aggiornamenti sulle lezioni via mail. "La prima sorpresa, in negativo, è che nella casa di nonna a Santa Roza, nella provincia di El Oro, non c’era il wifi. Quindi, era necessario spostarsi in casa di un’altra familiare per rimanere in contatto con la scuola di Piacenza".

Ed è dal suo smartphone che un giorno di fine febbraio la ragazza legge che l’ISII Marconi, come tutte le scuole d’Italia, ha chiuso i portoni. A tempo indeterminato. Nel frattempo anche i voli internazionali venivano cancellati uno ad uno. "Devo ammettere che è iniziato un periodo in cui Piacenza, la mia scuola, mi sono mancate davvero tanto. E’ stato difficile".

Nel frattempo il domicilio familiare si era dotato di wifi. E l’auto-strada telematica diventa un ponte che riunisce Ecuador e Italia, El Oro e Piacenza, Santa Roza e via IV Novembre, sede dell’ISII Marconi. Aggirata la prima metà di aprile quando la didattica a distanza tra i prof del Marconi è definitivamente decollata, diventa veramente didattica a distanza anche per Camilla. Che ogni notte, attorno all’1 e 40, mette la sveglia, accende il computer e la web cam e si riunisce sullo schermo ai suoi prof e ai suoi compagni di classe a Piacenza.

Un tour de force proseguito parecchie settimane, fino al rientro in Italia, che scambia la notte per il giorno, nutrito da una genuina passione per l’apprendimento e pure per le facce dei suoi compagni e dei suoi insegnanti. "Al primo collegamento ero davvero molto emozionata. E orgogliosa di poter riprendere in mano i miei studi. Io vado a scuola con serietà, come mia madre mi ha insegnato. Voglio fare le cose bene. E tutti quei giorni di inattività in casa mi avevano riempito di paure: essere rimandata, essere bocciata".

Nulla di tutto ciò è accaduto. Anzi, se esistesse, a Camilla andrebbe consegnato un attestato di impegno superlativo. Perchè alzarsi all’1 e 40 di notte e stare davanti al computer fino alle 5 e mezza, comporta ribaltare completamente schemi e bioritmi, abitudini e prassi quotidiane. Tipo cenare alle 5 del pomeriggio e poi andare a letto per dormire fino alla prima campanella dell’1 e quaranta. Il 25 maggio Camilla ha potuto fare ritorno a Piacenza. "Finalmente a casa".

Simona Segalini

Dal quotidiano Libertà - 20-06-2020

Pubblicata il 20 giugno 2020

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